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tecnica e comunicazione • design • grafica • 3D

CALENDARIO 2018 - STUDIO MONTEVECCHI IMOLA
Foto tratte dall'archivio fotografico di Venerio Montevecchi
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UNA CASA CONTADINA FRA I CASTAGNETI
Il castagno è un albero ad alto fusto che produce un frutto mangereccio, il marrone, che è stato fin dall’antichità il principale nutrimento delle popolazioni montanare. Sull’Appennino il castagno vive in comunità di piante della stessa specie, i castagneti, boschi coltivati quindi anche abitati.
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LUME A MARZO IN MONTAGNA
Fra le usanze e tradizioni del mondo contadino c’era anche il rito di fare “lume a marzo”, cioè accendere dei fuochi, l’ultima sera di febbraio, per festeggiare la fine dell’inverno e propiziare, con canti ed invocazioni all’arrivo della primavera.
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LA COTTURA DEL PANE IN UN FORNO A LEGNA
Le famiglie contadine, specie quelle che vivevano isolate in mezzo alla campagna, erano autosufficienti in tutti i momenti della vita. Le case quindi avevano anche il forno dove veniva cotto il pane preparato dalle stesse donne di casa.
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L’ACCENSIONE DELLE CARBONAIE
L’industria del carbone di legna era una delle più antiche e primitive. Il carbone era un combustibile artificiale ottenuto dalla “distillazione” del legno, cioè la cottura fuori dal contatto dell’aria. In primavera, ai margini dei boschi, erano erette le carbonaie, cataste di legna coperte con foglie e terra, alle quali era poi dato fuoco.
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LA RACCOLTA DEL CARBONE
La cottura del carbone durava anche una settimana. Il carbonaio lavorava giorno e notte, la carbonaia andava controllata di continuo. Quando il carbone era cotto la carbonaia veniva scoperta, il carbone raccolto, insaccato e poi pesato.
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IL TRASPORTO COI MULI
L’uomo ed i muli erano un binomio che rappresentava il più importante anello di congiunzione tra il mondo rurale della montagna ed i paesi. Il mulo, animale da soma, era il mezzo di traporto più sicuro sui sentieri di montagna. Carbone, legna, grano ed altri prodotti erano traportati a dorso di mulo fino alle case contadine o ai punti di raccolta e di commercio di fondovalle.
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LA CHIESA STORICA DI VALMAGGIORE
Valmaggiore, nel territorio di Castel del Rio sul crinale tra Santerno e Senio, era una località importante fino dal Medioevo. La chiesa, eretta forse attorno al Mille, è stata recentemente oggetto di restauro e conserva ancora uno dei pochi esempi di cimiteri di montagna.
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LA BATTITURA DEI RICCI DI CASTAGNO
In estate avviene la fioritura dei castagni. I fiori fecondati diventano frutti che maturano nei ricci spinosi. Era usanza un tempo battere i ricci per farli cadere ancora chiusi, ammucchiarli, coprirli con foglie ed erba per ritardarne la maturazione e poi aprirli per portare i frutti sul mercato anche ad autunno inoltrato.
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PREPARAZIONE ALLA RACCOLTA DELLE CASTAGNE
A settembre, quando i frutti maturi cominciano a cadere, c’era la grande raccolta e occorreva preparare gli attrezzi per il trasporto alle case, dove avveniva la divisione fra il contadino ed il padrone del podere; secondo i contratti di mezzadria.
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LA SBUCCIATURA DELLE CASTAGNE SECCHE
Coi marroni si ottiene la farina per la polenta o altro. I frutti freschi erano un tempo messi in apposite strutture, dette essiccatoi, per essere trasformati in castagne secche e poi sbucciate e spellate per essere macinate negli antichi mulini ad acqua.
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IL PALAZZO ALIDOSI DI CASTEL DEL RIO DOVE HA SEDE IL MUSEO DEL CASTAGNO
Il Palazzo Alidosi, adibito a sede del municipio di Castel del Rio, fu realizzato alla fine del XVI secolo. Oltre al Museo della Guerra e alla torre degli animali, il palazzo ospita anche il Museo del Castagno, con un percorso culturale costituito da pannelli ed attrezzi tradizionali della castanicoltura.